I commenti più recenti
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Pietro : un uomo nel vento
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27/04/2026 Un ritratto coinvolgente di PietroIl linguaggio del libro è semplice, diretto e scorrevole. Benigni privilegia una narrazione chiara e accessibile, capace di rendere vivi i fatti e vicina la figura di Pietro. Ne risulta uno stile immediato, quasi narrativo, che coinvolge senza appesantire.
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L'ora esatta della felicità
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25/04/2026 um romanzo sorprendenteAfferrato entrando in biblioteca attratta dal titolo e poi dalla sinossi, letto d'un fiato in due giorni, confermo che è un romanzo sorprendente. La scrittura e lo stile non sono cosi pregevoli e ricercate, la narrazione è al presente ma la storia è avvincente, diverte e fa riflettere. Non dico altro per non anticipare nulla ma se vi incuriosisce non esitate...
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Il mondo di ieri : ricordi di un europeo
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04/03/2026 Alessandro Corduas Andiamo incontro al tempo come esso ci cerca.Stefan Zweig purtroppo è quasi scomparso dal panorama culturale odierno ed è un vero peccato perché per tentare di interpretare ciò che accade in questo nostro tempo incerto le riflessioni di questo immenso scrittore sono insostituibili. Ma il tempo corre, i fatti si accavallano e gli editori hanno altri interessi, nuove gatte da pelare. E noi ci ritroviamo più soli, privi di maestri e preda della nostra sola miseria. Cosa ci racconta Zweig in questo libro? La sua vita in un periodo che va dall'inizio del '900 alla seconda guerra mondiale. Un quotidiano di progressivi successi personali insaporito per così dire dagli enormi sconquassi che hanno caratterizzato l'epoca. L'inflazione del periodo di Weimar (sconvolgente la descrizione che ne fa) la prima guerra e il mondo sospeso, il crollo dell'impero asburgico e la fine di un'epoca felice dove ogni cosa era certa e la bellezza regnava sovrana. E poi ovviamente Hitler e la fuga, la sua fuga senza fine per sfuggire alla violenza e con lui mille altri e ogni cosa persa. Un libro da assaporare nel dettaglio, scritto con grande sobrietà. Una lezione di storia, di costumi, di civiltà. Se avete coraggio, non lasciatevelo sfuggire.
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Le molte vite di Lee Miller
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14/02/2026 Alessandro Corduas In viaggio con la mia amica LeeAzzardare un giudizio su Lee Miller è sicuramente complicato. A fronte di una personalità straboccante per vitalità e invenzione abbiamo una donna -icona ante litteram del peggiore (migliore?) femminismo- che nel corso della sua vita non si è privata di nulla. Una donna che ha saputo coniugare le sue pulsioni interiori tutt'altro che scontate a quel tempo (alcol, amanti, libertà sfrenata, eccessi, passione) con una vita piena di coraggio, imprevisti, invenzioni, avventura. La sua foto più famosa la trovate a pag.181 di questo bel volume di Penrose, il figlio di Lee. Nella vasca da bagno di Hitler, al 27 di Prinzregentplatz a Monaco, finalmente Lee può darsi una lavata dopo settimane di campagna al seguito delle truppe americane come corrispondente di guerra. Dall'angolo della vasca Hitler osserva in silenzio. La più bella a mio avviso è un'altra, scattata in Egitto e intitolata "La fabbrica delle nuvole" o ancora "Il silenzio della Remington" a pag.133. Ma c'è molto di più in questa biografia della vita di Lee. C'è la storia di un'epoca irripetibile dove ogni cosa sembrava possibile, ogni eccesso giustificato, ogni limite superabile. E dove l'arte era di casa e trovava la sua migliore espressione nelle mani si persone come Man Ray, Picasso, Max Ernst, Henry Moore e mille altri. Troverete tutto quel che serve in questo libro: l'arte, la fotografia, la moda, la guerra la gastronomia e i suoi lavori. Lee Miller genio imperfetto e multiforme che ha fatto tutto meglio di chiunque altro. Gran bel libro, pieno di spunti.
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Nella carne
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28/01/2026 Alessandro Corduas Da mihi basia mille, deinde centum.Cosa ci racconta questo bel romanzo di David Szalay? La storia ordinaria di un tizio che si arrabatta tra un lavoro e l'altro per sfangarla e che un giorno -per un colpo di fortuna- ha una storia con la moglie del suo datore di lavoro pieno di soldi e molto occupato. Si cercano, si amano, si attorcigliano fino all'ultima pagina del romanzo. Fine. Carne, sesso e poco altro. Come ce la racconta Szalay questa storia ? In maniera estremamente sobria, con una prosa secca, tutta in economia. C'è una stringatezza del linguaggio nel romanzo, una concisione linguistica che riflette il rifiuto da parte dell'autore e dunque dei personaggi di ogni sentimento, di ogni passione. Come a indicare che vivere -oggi- significa rifiutare ogni tratto umano, ogni carezza. Tutto quello che accade si manifesta nei gesti, nel corpo, nel silenzio, senza grandi momenti di rivelazione o di catarsi. Una specie di storia d'amore molto particolare, quindi, privata della sua ossatura emotiva, della sua materia solida, disarticolata in cui non resta -come opportunamente recita il titolo originale del romanzo- che la carne. Non cercate nel romanzo quello che non c'è: è un libro che non si propone di piacere a tutti (e questa è una buona cosa) ma che riesce ad emozionare per l'assenza. E per questo resta e resterà un libro discusso. Mi torna in mente una frase letta qualche tempo fa e che mi è rimasta in testa: "La differenza tra sintesi e banalizzazione? La sintesi toglie il superfluo, la banalizzazione toglie il necessario". Ecco, Szalay nel suo romanzo ha fatto un pò questa cosa qua, eliminare il superfluo. E mi sembra proprio un bel risultato.
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28/12/2025 nella carnesolo sesso senza senso. come si accenna nell incipit lo smarrimento è il filo conduttore. lo sconsiglio. Roby
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Quando il mondo dorme : storie, parole e ferite della Palestina
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23/01/2026 Alessandro Corduas Nessuno è libero finché non sono liberi tutti.Parlare di Palestina e di Gaza oggi (gennaio 2026) è superfluo. Tutti alla televisione hanno visto tutto durante gli ultimi due anni, anche se non ci è stato mostrato quasi nulla. Il libro di Francesca Albanese non aggiunge molto, ci racconta in maniera più piana -attraverso dieci storie diverse- quello che Ilan Pappé (professore universitario e storico israeliano) ha ripetuto mille volte nei suoi tanti testi: Israele persegue una politica di occupazione e di discriminazione razziale in Palestina volta a cancellare progressivamente ogni traccia dell popolo palestinese. E per Gaza (sottoposta a occupazione dal 1967 e a blocco economico dal 2008) da 17 anni nulla entra e nulla esce senza il beneplacito dell'autorità israeliana. Israele controlla la costa, il perimetro terrestre, i valichi di frontiera, l'approvvigionamento idrico e elettrico, ogni cosa. Per muoversi, la gente deve chiedere il permesso. E ora -dopo i fatti del 7 ottobre 2023- a Gaza non esiste più nulla. Una sorta di punizione collettiva che richiama purtroppo alla memoria altre violenze, altri orrori verificatisi dalle nostre parti tra il 1941 e il 1945. Che vorremmo dimenticare e che -per uno strano scherzo del destino- proprio Israele ci obbliga a ricordare. E' quando il mondo dorme, ci suggerisce Francesca Albanese nel suo libro, che si generano mostri. "Bisogna proprio essere ignoranti per non capire, per non vedere, per non sapere che i palestinesi sono gli oppressi e gli israeliani gli oppressori (Gabor Maté).
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Una Francia sconosciuta, o L'avventura tra due sponde
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15/01/2026 Alessandro Corduas Ma perché fanno queste cose?E' il classico caso dell'editore che appioppa al possibile lettore un testo insignificante stuzzicandolo con un titolo che incuriosisce. Chi non vorrebbe conoscere veramente un paese qualsiasi e per di più la Francia con le sue mille attrattive? Bene, ricredetevi, fate marcia indietro, lasciate perdere. Si tratta di una serie di articoli (mediocri) che trattano di una barchetta che se ne va in giro per canali e chiuse con a bordo il futuro scrittore, la moglie, la cameriera e il cane. Niente di più e niente di meglio. Il Simenon che amate è ancora di là da venire, deve ancora nascere e con questi (mediocri) articoli cerca solo di unire il pranzo alla cena. Se volete scoprire un Simenon diverso dal solito Commissario, più arguto, più frizzante, più originale provate con "L'Africa che dicono misteriosa" sempre nella Adelphi. Buona lettura.
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Pioggia rossa
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13/01/2026 Alessandro Corduas E io sono uno di quelli...Il piacere di ritrovare la tana, l'isolamento, la luce e il mare. E la distanza necessaria per riprendere la penna e raccontare l'ennesima storia. La bellezza del paesaggio che incanta, la presenza rassicurante del mondo animale, l'infinita serenità di un giardino dove gli alberi testimoniano del tempo passato. Così scorre la vita di Cees Nooteboom, -autore di romanzi, poesie e saggi- tra viaggi in giro per il mondo e estati accaldate in quel di Minorca. Una sorta di biografia dell'autore tra oblio e ricordi. Con leggerezza, humour, ironia e emozione. Un sorso d'acqua in un mondo assetato.
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L'Africa che dicono misteriosa
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25/12/2025 Alessandro Corduas Perdersi nei sogni, come da bambiniNel trovare in biblioteca questo titolo di Simenon sull'Africa ho esitato parecchio: Maigret in Africa mi son detto, che ci fa Maigret in Africa? Una stranezza. Ovviamente, come tutti, ho letto buona parte dei romanzi sul mitico Commissario e anche qualcos'altro di Simenon che in verità ho trovato meno riuscito. Ma appena ho cominciato a leggere questo libretto della Adelphi niente più Commissario, niente signora Maigret con la tazzina del caffè pronta per il marito che torna stanco dal lavoro. Ma villaggi spersi nella brousse, giungla per ogni dove, strane città dove l'uomo bianco soffre un caldo atroce, belve, negri della savana con i loro riti misteriosi. E soprattutto un mondo fantastico descritto con una maestria che sorprende. Intrecci, atmosfere e personaggi che sembrano usciti da un romanzo di Salgari -per restare in casa- o di Burroughs e di Wilbur Smith. E che sono invece dei reportages scritti da un freelance geniale che per finanziare la propria fame di avventura e di viaggi tra il 1931 e il 1946 contattava direttori di giornale offrendo i propri servizi in cambio di danaro. Un Simenon così non lo avete sicuramente mai letto, non lasciatevelo sfuggire.
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