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Biblioteca Civica di Ronco Biellese

I commenti più recenti

  • Sei come sei

    Mazzucco, Melania G.

    • 11/01/2022 Toccante
      Vi consiglio di leggerlo quando avete voglia di storie toccanti.
  • Tre piani : [romanzo]

    Nevo, Eshkol

    • 11/01/2022
      Alessandro Corduas Ampie sono le ferite..
      Quest'ultimo romanzo di Eshkol Nevo, lungi dal deludere, lo conferma come uno degli esponenti più rappresentativi dell'attuale scena letteraria israeliana . La parola romanzo d'altronde non è la più esatta per qualificare questo libro, dato che si tratta piuttosto di tre novelle lunghe che seppur legate tra loro in maniera assai labile, si completano fornendo nell'insieme al lettore un quadro psicologico allarmante della società israeliana in particolare e della nostra propria situazione, da molti anni in crisi identitaria. L'autore risulta particolarmente brillante nella sua capacità di evocare la psicologia intima dei vari personaggi: ognuno di essi, descrivendo nel quotidiano i propri dubbi e le proprie ferite interiori ci lascia intravedere quello stato di depressione latente che caratterizza noi oggi e il nostro mondo incerto. Attraverso un continuo monologo i vari personaggi raccontano una storia che è in fondo la nostra storia, il nostro tentativo di uscire dall'isolamento in cui si vive, di comunicare , di rendere reale questa nostra esistenza. Il tutto raccontato con una penna piena di ironia e di meraviglia. Il libro è curioso, delicato, pieno di commozione e suscita spesso nell'animo del lettore un moto di partecipazione. Viene da chiedersi, se tutto fosse più facile...
  • L'anima delle città

    Brokken, Jan

    • 01/12/2021
      Alessandro Corduas Dobbiamo guardare a lungo prima di vedere
      Ancora un bel libro di Jan Brokken a conferma delle sue capacità di quieto affabulatore, amico e poeta che ci conduce -lieve- per mano verso storie e destini che poco conosciamo e sempre riescono a comunicare curiosità, gioia, solidarietà e tristezza per questo nostro conservarci umani. E soprattutto una immensa cultura che gli permette di trasportarci in un mondo apparentemente scomparso eppure vivissimo di immagini, suoni, colori. Dalle dolci increspature della prima sinfonia di Mahler all'ebbrezza delle composizioni pittoriche del lituano Čiurlionis, dalla Bergamo di Donizetti alla calma serena della pittura di Meindert Hobbema, da Erik Satie a Suzanne Valadon e mille altri, Šostakovič con la sua Leningrado, Calvino con le città invisibili, Debussy, Arvo Pärt e il suo minimalismo sacro. Un viaggio meraviglioso in una Europa allargata che lascia stupiti, soddisfatti, sazi. Il tutto in una lingua semplice, colloquiale, direi familiare che rallegra il cuore. Dieci e lode.
  • LTI : la lingua del Terzo Reich : taccuino di un filologo

    Klemperer, Victor

    • 13/11/2021 Alessandro Corduas L'ironia nell'orrore quotidiano.
      Come definire questo libro, un diario, un resoconto obiettivo, un saggio, uno studio dettagliato ad opera di un filologo? Come sottotitolo potrebbe forse recare "Rendere simile il giorno alla notte, analisi della morte al quotidiano". Victor Klemperer è il cugino di Otto Klemperer, famoso direttore d'orchestra, e scrive per lasciare una traccia del tempo, analizza puntigliosamente il linguaggio del Terzo Reich per sottolineare l'orrore. "Oltre a cacciarci dal nostro alloggio e costringerci a vivere in promiscuità nelle cosiddette Case degli Ebrei, obbligo per noi di restare in casa dalle otto di sera, divieto di ascoltare la radio, divieto di utilizzare il telefono, di andare a teatro, al cinema, al concerto, al museo, vietato abbonarsi a un giornale o leggerne uno, vietato utilizzare i mezzi di trasporto, vietato acquistare fiori, andare dal parrucchiere, obbligo di consegnare alle autorità macchine da scrivere, pellicce e coperte in lana, biciclette, obbligo di consegnare cani, gatti e uccelli che saranno poi uccisi, vietato frequentare i giardini comunali...E questo era nulla in confronto alle perquisizioni, alle sevizie, alla prigione, al campo di concentramento e alla morte". Un libro indispensabile per cogliere la diabolica malizia (si può dire?) di una classe dirigente nel piegare la lingua per condizionare l'agire dei singoli. E che suggerisce a ciascuno di noi che mai ogni cosa è scomparsa per sempre.
  • Il grande gioco : i servizi segreti in Asia centrale

    Hopkirk, Peter

    • 28/04/2021
      Alessandro Corduas Quel Grande Gioco che non è mai veramente finito
      Un resoconto dettagliato fino all'ossessione dello scontro diplomatico e militare tra Impero inglese e Russia zarista in Asia per il controllo dell'area e in particolare dell'Afganistan. Una vicenda che si è protratta per tutto l'ottocento e che trova ancora oggi riscontro nel confronto politico internazionale. Interessante come un romanzo per i tanti episodi che cita e che coinvolgono diplomatici, uomini politici, militari, spie visti nella loro umanità e nel loro coraggio. Un libro di storia che sembra un romanzo d'avventura. L'unico appunto che si può forse rivolgere all'autore è che qualche pagina in meno avrebbe reso la lettura più spedita.
  • Il demone a Beslan : romanzo

    Tarabbia, Andrea

    • 28/04/2021
      Alessandro Corduas Scuola n°1 di Beslan, Ossetia del nord, Caucaso. Settembre 2004
      Un libro decisamente crudo, scritto in maniera magistrale da un autore che non conoscevo e che merita tutti i miei complimenti. Ripercorre, in forma romanzesca, le vicende tristissime dell'attacco alla scuola n° 1 di Beslan nel giorno di inaugurazione dei corsi , della presa in ostaggio delle oltre mille persone presenti, dello scontro tra separatisti ceceni e forze militari russe e del tragico bilancio finale dell'operazione. Ma il vero argomento del romanzo, al di là dei fatti che racconta, è una denuncia feroce della situazione politica esistente nel Caucaso a seguito della dissoluzione dell'Unione Sovietica (1991) e del tentativo di alcune repubbliche di ottenere l'indipendenza, dove per un decennio ha imperversato la repressione sistematica condotta dalle forze speciali russe nei confronti della popolazione civile. Due guerre condotte per contrastare la legittima aspirazione delle repubbliche caucasiche all'autodeterminazione. Sappiamo come è finita: dopo una terrificante campagna militare la "Faina" (così il personaggio centrale del romanzo chiama Putin) ha ottenuto nel 2009 -attraverso uomini di paglia- un ferreo controllo del territorio. Viene in mente la frase di Tacito, "Hanno fatto un deserto e l'hanno chiamata pace". Ma non lasciatevi ingannare dalla vicenda politica, il romanzo si legge tutto d'un fiato, è pieno di tensione, di umanità e di tristezza.
  • Rinascita americana : la nazione di Donald Trump e la sfida di Joe Biden

    Pancheri, Giovanna

    • 29/03/2021
      Alessandro Corduas Vita, libertà, ricerca della felicità.
      Un libro utile, un libro importante per capire gli Stati Uniti oggi, con le loro contraddizioni e angosce. Dopo il periodo di Trump, il tentativo di ristabilire -attraverso l'elezione di Biden- una nuova, accettabile scala di valori in questi tempi di interconnessione e pandemia. E di riaffermare -se ancora possibile- il primato degli States in campo economico e politico. Una analisi molto articolata ma sempre piana della complessa situazione in cui volge il paese e in cui si dibattono masse enormi di insoddisfatti e protestatari. L'episodio terminale della presidenza Trump ne è stato un segno significativo. Giovanna Panchetti mostra una compostezza, una preparazione e una misura che lascia stupiti. Forse il primo saggio italiano sugli Stati Uniti che mi abbia veramente interessato.
  • Piazzale Loreto : Milano, l'eccidio e il contrappasso

    Castoldi, Massimo <1961- >

    • 22/03/2021
      Alessandro Corduas Ed era l'alba poi tutto fu fermo...
      Un doveroso omaggio ai quindici fucilati dai fascisti in Piazzale Loreto (10 agosto 1944) e un racconto veritiero degli avvenimenti del 29 aprile 1945 quando i cadaveri di Mussolini e dei gerarchi furono gettati nella piazza. A significare che c'è sempre un prezzo da pagare e nulla può restare impunito. La verità, e poi le omissioni, le manipolazioni della stampa e della politica che hanno progressivamente alterato i fatti annichilendo la memoria. L'opportunismo cui sempre si è uniformata la storia del nostro paese. Massimo Castoldi ritorna su questi episodi quasi dimenticati per ricordare a tutti che senza memoria di popolo non esiste coscienza.
  • L'attentato

    Mulisch, Harry

    • 21/03/2021
      Alessandro Corduas Forse che la colpa è innocente e l'innocenza colpevole?
      Un bel romanzo che si conclude con un magnifico colpo di scena. Tutto è chiaro, alla fine, ma non c'è contentezza. I fatti non sono purtroppo negoziabili, neppure per Anton. "Iam dies alibi, illic nox omnibus noctibus nigrior densiorque", la citazione dell'autore è tratta dalla lettera inviata da Plinio il giovane a Tacito per descrivere l'eruzione del Vesuvio (76 d.C.)
  • Le api d'inverno : [romanzo]

    Scheuer, Norbert

    • 24/02/2021
      Alessandro Corduas Ludite, eunt anni more fluentis aquae
      Non dirò nulla di questo romanzo pieno di api, pieno di miele, pieno di storie salvo che mi è piaciuto molto per la tanta poesia trasfusa dall'autore nel suo racconto , per gli alberi, i fiori e le arnie che popolano i campi e che, imperturbabili, seguono le vicende umane. Forse -come viene detto il Venerdì 14 gennaio 1944- siamo tutti parte di un misterioso organismo immortale e spietato. "Divertitevi, gli anni passano come acqua che scorre" dice il poeta. Un autore molto intelligente e pieno di misura, giustamente candidato al Deutscher Buchpreis