sabato
18
aprile
I Candelesi nella Resistenza
Centro Socio Culturale “Le Rosminiane” - Sala Affreschi, sabato 18 aprile 2026, h. 16:30
In occasione dell’anniversario della Liberazione, il Comune di Candelo, la Biblioteca Livio Pozzo e il Circolo Mosaico promuovono un incontro pubblico dedicato al significato del 25 aprile e al fondamentale contributo del movimento partigiano nella conquista della libertà e della democrazia in Italia.
Sabato 18 aprile alle ore 16:30, presso il Centro Socio Culturale “Le Rosminiane” -Sala Affreschi, Via Matteotti 48 - Candelo, si terrà l’incontro pubblico “I Candelesi nella resistenza - Il 25 aprile 1945 - La liberazione”, un momento intenso di racconto e riflessione sul ruolo fondamentale che il movimento partigiano ha avuto nel territorio.
Candelo, terra profondamente segnata dalla presenza e dall’azione dei partigiani, diventa protagonista di una narrazione che intreccia vicende locali e storia nazionale. Qui, la Resistenza non è stata soltanto un capitolo del passato, ma un’esperienza vissuta, condivisa e radicata nella comunità. Proprio qui, uomini e donne, hanno preso parte attiva alla Resistenza, contribuendo con coraggio e sacrificio alla lotta contro l’oppressione e alla costruzione di un futuro libero.
A guidare il pubblico in questo viaggio nella memoria saranno Franca Spina, Nadia Massarenti ed Enzo Sacchetti, autori del volume: “1922–1945: dalla dittatura alla Liberazione - La lunga Resistenza dei candelesi”.
Attraverso il loro racconto, prenderanno vita storie di coraggio, sacrificio e partecipazione civile, restituendo voce a chi ha contribuito concretamente alla conquista della libertà.
L’incontro vuole essere non solo un omaggio al passato, ma anche un’occasione per interrogarsi sul presente: ricordare la Resistenza significa infatti rinnovare ogni giorno l’impegno verso i valori di democrazia, giustizia e responsabilità collettiva.
La gran parte degli italiani di oggi e dei giovani, non ha provato cosa significa la privazione della libertà. Solo i più anziani hanno un ricordo diretto del totalitarismo, dell’occupazione straniera, della guerra per la liberazione della nostra Patria.
Tutti noi abbiamo la grandissima responsabilità di far comprendere ai giovani cosa è successo in quegli anni in Italia e in Europa. È solo con la coscienza del proprio passato, infatti, e nella memoria collettiva, che un Paese può mantenere salda la propria democrazia.
In un tempo in cui la memoria rischia di affievolirsi, Candelo sceglie di fermarsi, ascoltare e trasmettere alle nuove generazioni il senso profondo del 25 aprile.