I commenti più recenti
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Il libro di Kells
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15/07/2026 Alessandro Corduas La strada della libertà è una curva rettilinea.Cerchiamo di essere chiari: dire che mi sia piaciuta questa ultima fatica di Sorj Chalandon sarebbe un'esagerazione. Però è vero che il romanzo mantiene la stessa tensione emotiva, la stessa scrittura rude e graffiante dei suoi lavori precedenti. Frasi corte e incisive, personaggi pieni di domande, di ombre, di dubbi e soprattutto di rabbia, un contesto sociale spesso al limite del tollerabile ove la violenza regna sovrana. Chalandon è uno scrittore particolare, che ha sempre utilizzato la pancia per raccontare le sue storie, che si trattasse della lotta accanita del Sinn Fein nell'Irlanda del Nord (Il mio traditore, un gran bel romanzo) gli orrori della guerra civile in Libano (La quarta parete) o la violenza e la marginalità delle colonie penali minorili in Francia (La furia, utile per capire veramente qualcosa dei nostri amati cugini). Cosa dire dunque di questo Libro di Kells, romanzo autobiografico quanto nessun altro? Si tratta di un racconto iniziatico crudo e privo di pathos in cui l'autore restituisce l'atmosfera degli anni '70, la violenza della strada e le ideologie dell'epoca attraverso soprattutto il prisma della sinistra proletaria Cose che in Italia peraltro conosciamo abbastanza bene. E su questo terreno si innesta la storia di un adolescente spezzato interiormente che ritrova nell'impegno personale una strada per ricostruirsi e ridare un senso alla propria vita. Non c'è molto da aggiungere: Chalandon ha un grande talento di "conteur" e piacerà a molti. A me ha lasciato un certo amaro in bocca: troppo crudo, troppi ricordi, troppo di tutto.
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Il buon male
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12/07/2026 L'oggetto non è distinto dal contorno.Degli strani racconti pieni di mistero e di incertezze. Fantasia, inconscio, solitudine e parole che si mischiano in maniera inquietante per confondere le piste e stranire il racconto. E' proprio vero che ammaliare vuol dire uscire di senno. Samanta Schweblin fa parte di quella giovane generazione di scrittori sudamericani che hanno rinnovato, attualizzandola, la più significativa tradizione della letteratura sudamericana (Borges, Cortàzar), quel filone fantastico ove il realismo si mischia all'inesplicabile e ogni cosa porta in sé qualcosa di traumatico, di inquietante. Il Buon Male stravolge la tua percezione della realtà e non ti accorgi di aver superato il limite e sei finito oltre.
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Risto Reich : il lavoro del cameriere
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08/07/2026 Alessandro Corduas Il riposo è sempre il riposo degli altri.Mi ero trovato tra le mani sul Kindle qualche tempo fa l'estratto di questo "romanzo" e appena l'ho scorto sugli scaffali della biblioteca mi sono buttato a pesce. Se volete capire qualcosa di quello che sta dietro alla pizza che mangiate al ristorante o al piatto di spaghetti alle vongole veraci che tanto vi fa gola, non lasciatevelo sfuggire. La critica lo definisce un "corrosivo romanzo working class" ma io che nutro una certa avversione per gli anglicismi (resistere non è sempre un difetto) lo definirei piuttosto un lungo pamphlet di denuncia, pieno di schifo, di rabbia e di vergogna. Un testo politico, dunque, che con un lnguaggio piano, un andamento prosodico e qualche parolaccia ben piazzata ci racconta le avventure di un mestiere, di una persona a cui nessuno di noi ha mai dedicato molta attenzione, l'addetto al servizio ai tavoli in un locale, vulgo: il cameriere. Un mestiere che -sotto l'aspetto esteriore riluccicante- racconta il lato B della ristorazione, la banalità dell'abuso, il sistema di prepotenze e di diritti negati, contratti farlocchi nei confronti dei dipendenti, danari negati, assenza di tutele e chi più ne ha più ne metta. Che molti accettano per mancanza di alternative o perché "lavorare è sempre meglio che morire di fame". Insomma, lasciatevi portare da questo bel libro di Luigi Chiarella, così nuovo, così istruttivo , pieno anche di umorismo ma d'ora in poi tenete a mente che ogni volta che mangiate un piatto in un ristorante, probabilmente quel piatto ha un ingrediente che non figura nel menù: lo sfruttamento
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Essere senza destino
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28/06/2026 Alessandro Corduas Andiamo incontro al tempo come esso ci cerca.- Cosa ha cercato di fare il signor Keertesz con questo romanzo? - Quale artifizio ha utilizzato per rendere più efficace il suo racconto? - Quali impressioni trasmette al lettore? - Qual'è la funzione dello scrittore in un contesto narrativo? - Nel mondo di oggi ci ricorda qualcosa il personaggio di Gyurca e più in generale il mondo dei campi? - Esiste una giustificazione a tutto questo? - Qual'è il giudizio che scaturisce alla conclusione del libro? - Cosa sappiamo in realtà delle vicende ungheresi e degli ebrei nel secondo conflitto? - Ci sono riferimenti culturali significativi nella cinematografia in relazione alle vicende di quel periodo? Ecco, se riusciamo a mettere in fila le risposte a queste domande o anche a una parte di esse e a renderle nostre, potremo dire di aver imparato qualcosa da questo splendido memoir. Che naturalmente suscita nausea, rivolta, timore. Ma non ci esime dal meditare sulle parole di Cimbelino riportate in esergo.
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Ballare sotto la pioggia : famiglie, separazioni e rinascite
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22/05/2026 ballare sotto la pioggiaAlla ricerca di un equilibrio sempre e in qualsiasi situazione.
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Pietro : un uomo nel vento
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27/04/2026 Un ritratto coinvolgente di PietroIl linguaggio del libro è semplice, diretto e scorrevole. Benigni privilegia una narrazione chiara e accessibile, capace di rendere vivi i fatti e vicina la figura di Pietro. Ne risulta uno stile immediato, quasi narrativo, che coinvolge senza appesantire.
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L'ora esatta della felicità
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25/04/2026 um romanzo sorprendenteAfferrato entrando in biblioteca attratta dal titolo e poi dalla sinossi, letto d'un fiato in due giorni, confermo che è un romanzo sorprendente. La scrittura e lo stile non sono cosi pregevoli e ricercate, la narrazione è al presente ma la storia è avvincente, diverte e fa riflettere. Non dico altro per non anticipare nulla ma se vi incuriosisce non esitate...
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Il mondo di ieri : ricordi di un europeo
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04/03/2026 Alessandro Corduas Andiamo incontro al tempo come esso ci cerca.Stefan Zweig purtroppo è quasi scomparso dal panorama culturale odierno ed è un vero peccato perché per tentare di interpretare ciò che accade in questo nostro tempo incerto le riflessioni di questo immenso scrittore sono insostituibili. Ma il tempo corre, i fatti si accavallano e gli editori hanno altri interessi, nuove gatte da pelare. E noi ci ritroviamo più soli, privi di maestri e preda della nostra sola miseria. Cosa ci racconta Zweig in questo libro? La sua vita in un periodo che va dall'inizio del '900 alla seconda guerra mondiale. Un quotidiano di progressivi successi personali insaporito per così dire dagli enormi sconquassi che hanno caratterizzato l'epoca. L'inflazione del periodo di Weimar (sconvolgente la descrizione che ne fa) la prima guerra e il mondo sospeso, il crollo dell'impero asburgico e la fine di un'epoca felice dove ogni cosa era certa e la bellezza regnava sovrana. E poi ovviamente Hitler e la fuga, la sua fuga senza fine per sfuggire alla violenza e con lui mille altri e ogni cosa persa. Un libro da assaporare nel dettaglio, scritto con grande sobrietà. Una lezione di storia, di costumi, di civiltà. Se avete coraggio, non lasciatevelo sfuggire.
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Le molte vite di Lee Miller
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14/02/2026 Alessandro Corduas In viaggio con la mia amica LeeAzzardare un giudizio su Lee Miller è sicuramente complicato. A fronte di una personalità straboccante per vitalità e invenzione abbiamo una donna -icona ante litteram del peggiore (migliore?) femminismo- che nel corso della sua vita non si è privata di nulla. Una donna che ha saputo coniugare le sue pulsioni interiori tutt'altro che scontate a quel tempo (alcol, amanti, libertà sfrenata, eccessi, passione) con una vita piena di coraggio, imprevisti, invenzioni, avventura. La sua foto più famosa la trovate a pag.181 di questo bel volume di Penrose, il figlio di Lee. Nella vasca da bagno di Hitler, al 27 di Prinzregentplatz a Monaco, finalmente Lee può darsi una lavata dopo settimane di campagna al seguito delle truppe americane come corrispondente di guerra. Dall'angolo della vasca Hitler osserva in silenzio. La più bella a mio avviso è un'altra, scattata in Egitto e intitolata "La fabbrica delle nuvole" o ancora "Il silenzio della Remington" a pag.133. Ma c'è molto di più in questa biografia della vita di Lee. C'è la storia di un'epoca irripetibile dove ogni cosa sembrava possibile, ogni eccesso giustificato, ogni limite superabile. E dove l'arte era di casa e trovava la sua migliore espressione nelle mani si persone come Man Ray, Picasso, Max Ernst, Henry Moore e mille altri. Troverete tutto quel che serve in questo libro: l'arte, la fotografia, la moda, la guerra la gastronomia e i suoi lavori. Lee Miller genio imperfetto e multiforme che ha fatto tutto meglio di chiunque altro. Gran bel libro, pieno di spunti.
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